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Invasiones culturales, físicas y digitales

7 octubre, 2014, en Arte, Patrimonio por Ignacio Granero
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Italia destaca indiscutiblemente por su patrimonio cultural, tanto en cantidad como en calidad y transcendencia de sus obras de arte. Sin embargo, la gestión de los bienes culturales y museos es, en el mejor de los casos, conservadora, como hemos visto en algún comentario en las RRSS. La aparición de nuevas tecnologías no ha hecho sino visibilizar el anquilosamiento de muchas instituciones italianas, aumentando la brecha entre una sociedad que utiliza la tecnología para su servicio y unos museos que permanecen inmóviles frente a la revolución del mundo digital.

En este contexto aparece el proyecto Invasioni Digitali: creen que las propias tecnologías pueden “favorecer a una concepción abierta del patrimonio cultural”; facilitan la participación del público y de la institución, en un diálogo enriquecedor; pueden promover la oferta cultural y educativa del museo hacia el público y atender la respuesta de los usuarios. En fin, con las plataformas sociales se pueden crear nuevas interacciones entre el público y la institución.

Invasioni Digitali reclama que el público se convierta en participante de la oferta cultural; y el museo se convierte en participativo, transformándose en una plataforma socio-cultural en la que conviven varios sujetos: artistas, visitantes, profesionales, vecinos…

Acciones durante la invasión

Una actividad realizada durante la invasión

De estos presupuestos nacen las Invasiones Digitales: un proyecto “encaminado a difundir la cultura digital y el uso del Open Data, formar y sensibilizar las instituciones en la utilización de las páginas web y las Redes Sociales para la realización de proyectos innovadores orientados a co-creación de valor cultural además de la promoción y difusión de la cultura”, en palabras de Marianna Marcucci, una de las fundadoras.

Cualquier persona amante de la cultura puede crear una Invasión: se trata de escoger un museo, monumento o lugar cultural, proponer un día y una hora para celebrar la invasión, y ponerse en contacto con la organización de Invasioni Digitali para que ellos proporcionen su experiencia, el soporte necesario y la publicidad en sus canales. Por supuesto, tenemos que decidir en qué consistirá la acción: van desde una visita guiada con un obsequio a los participantes, hasta un paseo con instagramers, una visita a un museo con ropa de un color determinado, selfies… Para ello aconsejan hablar con las instituciones que se van a invadir para que faciliten las acciones; y difundir éstas lo máximo posible a través de todos los canales a nuestro alcance (on line y offline) para que la participación sea lo más numerosa posible.

Hasta ahora se han celebrado dos ediciones: en 2013 consiguieron completar 225 invasiones en Italia, mientras que en 2014 aumentaron el número en 407 y se expandieron a Brasil, Australia, Estados Unidos, Francia, Alemania,… Podéis ver 91 ejemplos del último año en esta lista de vídeos.

Me interesa cómo los miembros de Invasioni Digitali se valen de las RRSS para las siguientes tareas:

  • Promoción: Además de utilizar los perfiles sociales para anunciar la invasión y expandirla, recomiendan crear un evento en Facebook u otra herramienta similar.
  • Visualización: En el momento de la invasión, la organización y los participantes pueden comentar y fotografiar los acontecimientos a tiempo real.
  • Etiquetado: todas las acciones deben de tener el hashtag oficial para poder seguir la acción, mientras que se recomienda utilizar además otra etiqueta individual que identifique al evento local.
  • Recopilación: gracias a un etiquetado correcto e individualizado, quedan como testimonio los Storify de las invasiones; también podemos repasar las acciones realizadas en Pinterest.

En resumen, Invasioni Digitali tiene como objetivo modernizar la gestión del patrimonio cultural italiano gracias al uso de las nuevas tecnologías, del Open Data y las Redes Sociales, abriéndolo al público; y hacer que los ciudadanos vivan y se adueñen en comunidad de su patrimonio, siendo conscientes de su cultura, tanto a través del espacio digital como disfrutando de su espacio físico. Con todo, lo más importante de las Invasioni Digitali es la relación que se crea entre el organizador del evento, la institución y el público: en muchos casos se inicia un diálogo que permite nuevas experiencias desde la institución patrimonial hacia su comunidad.

Si tú también quieres compartir con los demás un lugar patrimonial interesante allí donde vives, puedes crear tu propia Invasioni Digitali. La próxima edición se celebrará en la semana entre el 24 de abril y 3 de mayo de 2015. Pincha aquí para rellenar el formulario de participación.

 

INVASIONI CULTURALI, FISICHE E DIGITALI

(Traduzione di Alessia Scaccia)

Il patrimonio culturale italiano è senza dubbio uno dei più ricchi del panorama internazionale, per la quantità, la qualità e il rilievo artistico delle sue opere. Ciononostante, la gestione dei beni culturali e dei musei italiani segue ancora un modello conservatore, come abbiamo notato da alcuni commenti sui Social network. L’avvento delle nuove tecnologie non ha fatto che evidenziare la poca propensione all’innovazione di molte istituzioni italiane, aumentando così l’impasse tra una società che fa uso della tecnologia e i musei, che restano immobili davanti alla rivoluzione del mondo digitale.

È in questo contesto che nasce il progetto Invasioni Digitali: i suoi creatori sono convinti che la tecnologia stessa possa favorire una concezione “aperta e diffusa” del patrimonio culturale; può inoltre facilitare la participazione del pubblico e dell’istituzione, instaurando un dialogo produttivo, così come promuovere l’offerta culturale e educativa del museo tra il pubblico e rispondere alle esigenze degli utenti. In definitiva, i social network sono in grado di creare nuove interazioni tra l’istituzione e il suo pubblico.

L’obiettivo di Invasioni Digitali è che il pubblico partecipi attivamente all’offerta culturale, e che il museo di conseguenza si trasformi in una piattaforma socio-culturale partecipativa, in cui far convergere differenti soggetti: artisti, visitatori, professionisti, abitanti della zona…

Su questa base nasce il progetto Invasioni Digitali, un progetto “un progetto rivolto a diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovativi rivolti alla co-creazione di valore culturale oltre che alla promozione e diffusione della cultura”, secondo le parole di Marianna Marcucci, una delle fondatrici.

Chiunque ami la cultura può inventare la propria Invasione Digitale: dovremo scegliere un museo, monumento o altro luogo d’importanza culturale, proporre data e ora in cui si terrà l’invasione e metterci in contatto con l’organizzazione di Invasioni Digitali per ricevere il supporto adeguato, consigli pratici e perché pubblicizzino l’evento attraverso i loro canali comunicativi. Naturalmente dovremo decidere in cosa consisterà l’evento: si va dalla visita guidata con un omaggio per i participanti a una visita-invito per Instagramers, dall’entrare al museo indossando vestiti di uno stesso colore a una serie di selfies… È consigliabile discuterne con l’istituzione che sarà oggetto dell’”invasione” perché ci aiuti a organizzare l’evento, e naturalmente diffonderlo il più possibile usando tutti i mezzi a nostra disposizione (online e offline) per aumentare al massimo la partecipazione del pubblico.

Invasioni Digitali ha già celebrato due edizioni: nel 2013 le invasioni furono 225 in Italia, mentre durante il 2014 si è arrivati a ben 407 e le invasioni sono arrivate fino in Brasile, Australia, USA, Francia, Germania… In questa lista di video potete vedere 91 esempi degli eventi di quest’ultimo anno.

Trovo interessante il modo in cui i membri di Invasioni Digitali si avvalgono dei Social network per realizzare le seguenti azioni:

  • Promozione: oltre a utilizzare i profili sui vari network per annunciare l’invasione e farla conoscere, consigliano di creare anche un evento su Facebook o simili.
  • Visualizzazione: i partecipanti possono commentare e fotografare in tempo reale l’invasione.
  • Tags: per seguire l’evento è necessario creare un hashtag ufficiale a cui faranno a capo tutte le azioni degli utenti, e allo stesso tempo è raccomandabile usare un hashtag individuale che permetta di identificare l’evento locale.
  • Raccolta: grazie a un uso corretto e personalizzato dei tag, si ottengono testimonianze dell’invasione su Storify, ed è possibile ripassare le varie azioni realizzate anche su Pinterest.

In conclusione, Invasioni Digitali si propone di modernizzare la gestione del patrimonio culturale italiano grazie alle nuove tecnologie, all’Open Data e ai Social network, aprendolo al pubblico, facendo sì che i cittadini sentano proprio il patrimonio della comunità in cui vivono, siano coscienti della propria cultura, all’interno dello spazio digitale come di quello fisico. Il punto assolutamente primario delle Invasioni Digitali è la relazione che si instaura tra evento, istituzione e pubblico: in moltissimi casi, dà vita a un dialogo tra un’istituzione culturale e la sua comunità che si arricchirà di nuove esperienze.

Se anche tu vuoi condividere con gli altri un luogo d’interesse culturale della tua zona, puoi creare la tua Invasioni Digitali. La prossima edizione si terrà tra il 24 aprile e il 3 maggio 3 maggio 2015. Clicca qui per compilare il formulario di partecipazione.

2 comentarios para Invasiones culturales, físicas y digitales

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